martedì, 17 novembre 2009
14:23

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Terzo compli-blog

Non so come ho fatto a dimenticarmene..ma, esattamente la settimana scorsa, questo blog ha compiuto...indovinate un po'? ...Ben 3 anni .

Comincia ad essere un po' vecchiotto...ed anche io visto che ho questi vuoti di memoria !(Scusami bloghino mio !)

Certo che ne è passato di tempo da quando ho iniziato a scrivere su questo mio diario virtuale!

Qui sopra c'è un piccolo pezzo della mia vita, qualcosa che ho condiviso con tutti voi che mi leggete e che spero di continuare a fare ancora a lungo (anche se ho scritto più di 1000 post).

Spero di non avermi annoiato e che abbiate ancora voglia di stare con me .

Vi abbraccio tutti quanti !

sabato, 14 novembre 2009
11:39

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Bocciolo di rosa

 

Ho un piccolo bocciolo di rosa tra le mani. Fragile e delicato come lo è la vita.

Lo custodisco con cura stando attenta a non rovinare i suoi petali cremisi.

So di non poterlo stringere troppo nel mio pugno perché finirebbe con il rovinarsi ed appassire, ma temo che aprendo troppo il palmo della mia mano una folata di vento improvvisa me lo possa strappare via.

Ed allora lo difendo accostandolo accanto al cuore, come si fa con un bambino appena nato e con tutte le cose più piccole e delicate di questo mondo.

Solo il calore del cuore può dar modo al bocciolo di rosa di non morire.

Senza il suo ardore perirebbe d'indifferenza e dolore, perché è l'amore che viene dal cuore a poter preservare il piccolo boccio dall'appassire vittima della noncuranza e dell'abbandono.

Amare è saper custodire nella propria anima anche il dono più piccolo che ci viene dato e farlo crescere nella consapevolezza che è l'amore che proviamo nei confronti della vita a far si che esso non sfiorisca.

Solo così il bocciolo si potrà schiudere completamente e aprirsi al sole della felicità...

mercoledì, 11 novembre 2009
07:56

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In attesa di te

 

Di rosa,

al tramonto,

t'ho visto illuminarti.

Dolce sarebbe stato rubarti solo un bacio,

una stilla d'amore per nutrirmi dell'ambrosia che spilla dalle tue labbra indulgenti.

Piccolo fiore che non è mai stato colto,

vorrei custodirti tra queste mie mani da guerriero accarezzandoti con la delicatezza disarmante di un bambino.

Vorrei costruire per te una dimora tutta d'oro e donarti la stella che brilla più lontana nell'universo celeste.

Solo il tuo amore potrebbe guarire le ferite che segnano il mio corpo da combattente,

e se potessi tenerti tra le mie braccia anche per una sola notte sarei certo di non dover chiedere nessuna felicità più grande alla vita.

Amore mio,

anche la luna m'appare triste in questa sera in cui mi sei lontana.

Non c'è gioia tra le mie braccia vuote,

ma solo il dolore del ricordo del calore della tua pelle accanto al mio cuore.

Vivo attenendo il giorno in cui ci ritroveremo di nuovo.

Vivo nella speranza che mai più nessuno ci impedisca d'amarci di un'amore che non conosce ne regole ne confini.

Vivo indugiando in questo silenzio vuoto di te...

domenica, 08 novembre 2009
08:23

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Pioggia...

 

La pioggia ha bagnato la notte e la luna d'avorio.

Anche le stelle sanno piangere lacrime di ghiaccio nelle fredde notti di novembre, quando il vento impetuoso soffia sulle onde del mare sobillando la burrasca.

Ho ascoltato il rumore del temporale spezzare il silenzio dei sogni,

ed ho aspettato che nascesse l'alba per poter accarezzare di nuovo l'illusione del vivere.

Ed ora combatto di nuovo contro la tempesta.

Combatto nelle stanze infinite della memoria dove l'eco del temporale si scontra contro i muri del passato.

Combatto contro la pioggia che mi ha rubato il sole.

Combatto perché l'amore che ho nel cuore non può annegare in una pozzanghera.

Combatto per tornare di nuovo a conquistarmi la serenità che vige dopo ogni bufera...

mercoledì, 04 novembre 2009
07:54

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Indietro nel tempo...

 

Vorrei poter tornare indietro nel tempo. Quando tutto era più semplice di oggi. Quando ero ancora bambina e c'era sempre qualcuno che prendeva la mia mano stringendomela nella sua, accompagnandomi lungo il cammino della vita.

Quando di notte non avevo paura di chiudere gli occhi perché potevo addormentarmi, serena, tra le braccia di mia madre e poter sognare un domani migliore.

Quando con l'illusione dell'infanzia dipingevo di colori sgargianti ogni lacrima ed ogni pianto.

Quando bastava un bacino sulla fronte per far passare ogni dolore.

Quando la vita non era che un gioco e l'unico desidero era solo quello di dare e ricevere amore.

Vorrei tornare a guardare il cielo con la stessa innocenza di allora.

Quando giocavo con le nuvole, assegnando ad esse le forme di cose ed animali ed immaginavo di poterle cavalcare per poter sfiorare l'azzurro con un dito.

Quando credevo ancora nella magia delle stelle e nell'esistenza delle fate.

Quando per sorridere mi basta che mi facessero il solletico sulla punta del naso.

Quando ancora non sapevo scrivere...eppure già sognavo di storie e poesia.

Ed ora tutto ciò fa parte del mio passato. Tutto ciò ha lasciato il posto alla consapevolezza dell'età adulta, ma nonostante nei miei occhi, ora, brilli una luce nuova, non smetterò mai di cercare, in ogni giorno della mia vita, un pizzico della mia illusione bambina e credere ancora nella possibilità dei sogni...

sabato, 31 ottobre 2009
08:30

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Favola di Halloween

 

C'era una volta una bella principessa

che viveva in un castello infestato dagli spiriti

ma non aveva paura di loro..anzi, si era perdutamente innamorata di uno di essi, tanto da convincere la strega che possedeva il castello, dove a causa di maleficio, l'aveva lei stessa rinchiusa,

 

ad unirla in matrimonio con lui.

Lo spirito per cui batteva forte il suo cuore, era stato, nella sua vita precedente, un bellissimo principe e anche se la strega l'aveva tramutato in un orribile mostro

i suoi occhi erano rimasti sempre chiari e trasparenti e alla principessa era bastato uno sguardo per innamorarsi.

Tutto ciò non aveva fatto altro che scatenare le ire della strega cattiva, che invece di acconsentire alle nozze, gettò sulla principessa un maleficio più tremendo del primo, tramutandola in una gatta nera

e gettandola fuori dal castello, al freddo e al gelo.

La povera principessa si sentì, presto sperduta ed iniziò a vagare senza sapere dove andare, fino a quando non incontrò un enorme campo di zucche

e decise di trascorrervi le ore che la separavano dall'alba.

Non poteva immaginare che quella notte avrebbe assistito ad uno spettacolo che non avrebbe mai dimenticato per tutta la sua vita.

Una pioggia di stelle venne giù dal cielo ed ognuna di esse prese posto in una zucca, illuminando il campo come fosse stato pieno giorno.

Gli spiriti e i fantasmi che si trovavano nei dintorni, attirati da tutta quella luce, si avvicinarono al campo ed iniziarono a far festa, rallegrati da quell'evento speciale che mi si era verificato prima di allora.

La principessa si nascose e restò a guardare da lontano la festa che si stava svolgendo.

Si sentiva triste perché il suo principe non era lì con lei e non aveva voglia di festeggiare come gli altri quella ricorrenza che da quel giorno prese il nome di Halloween.

Fu mentre si allontanava, mesta, dal campo di zucche, che incontrò un principe alto e bellissimo, dagli occhi chiari come il cielo ed il viso radioso come il sole.

Dove stai andando mia bella principessa?”, le domandò una voce che lei conosceva bene.

La voce del principe che aveva tanto amato e che aveva dovuto abbandonare assieme al castello.

Le sue braccia si strinsero attorno al suo corpo e solo allora si accorse di non essere più una gatta, ma di nuovo la splendida principessa che era sempre stata.

 "La luce che si è sprigionata dal campo delle zucche ha raggiunto le finestre del castello, facendo morire la strega che ha gettato su di noi i tremendi malefici. Ora siamo liberi d'amarci, amore mio”, le spiegò il principe, baciandola, con passione, sulle labbra.

Finalmente possiamo festeggiare anche noi”, aggiunse, accompagnandola verso il campo delle zucche illuminate, dove si unirono ai balli e ai canti di tutti gli altri spiriti.

Solo sul finire della notte, furono congiunti in matrimonio dal fantasma di un vecchio prete morto di vecchiaia all'interno di un convento.

Da allora vissero per sempre felici e contenti...

Ah! Dimenticavo! Questa notte festeggeranno il loro anniversario di nozze...sono certa che l'incontrerete anche voi..quindi non vi dimenticate di portare tanti dolcetti per divertirci tutti assieme...




giovedì, 29 ottobre 2009
18:42

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Voglio essere silenzio...

 

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L'ombra delle parole nasconde il mio silenzio. Non voglio far rumore in questo mondo congestionato dall'eco di mille fracassi che non hanno senso.

Non voglio essere un baccano tra tanti, ma una confusione muta tra poche.

A che servono le parole quando non sappiamo più lasciar parlare il cuore?

A che serve promettere con la bocca se poi l'anima non è in grado di mantenere il peso dei nostri giuramenti?
A che serve esprimere le nostre opinioni con le labbra se poi mentiamo con gli occhi?

Io voglio essere quiete. Quella quiete in cui ci si riposa quando lo sguardo è colmo di lacrime e si cerca qualcuno che ci possa offrire consolazione.

Voglio essere tranquillità. Tranquillità dove trovare riposo nei giorni in cui il cuore è stanco di soffrire.

Voglio essere calma. La stessa calma che scende nello spirito quando si è in pace con il mondo e con Dio.

Voglio essere oblio. Oblio per ascoltare la risonanza della dimenticanza...

lunedì, 26 ottobre 2009
07:51

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Speranza...

 

Osservo il cielo, velato dalle nuvole, in questa tiepida mattina di fine ottobre.

L'autunno si consuma lentamente e l'aria profuma già un po' d'inverno.

Le ore ingannano l'illusione del tempo...di quel tempo con cui imbrogliamo anche noi stessi nella falsa speranza di un infinito che non esiste...di quel tempo che spesso sbricioliamo a terra con le nostre stesse mani e calpestiamo con il tacco delle scarpe senza nemmeno rendercene conto.

.... e presto sarà qui anche novembre. Presto le giornate verranno inghiottite dal buio e la notte pretenderà sempre un po' più di spazio nel firmamento.

...presto l'indolenza dell'inverno si poserà sugli alberi e sul mare, spegnendo del tutto il fulgore dorato dell'autunno.

...presto nascerà una nuova stagione. Forse cadrà anche la neve.

Forse qualcosa andrà perduto. Forse qualcos'altro nascerà..ma d'altronde questa è la vita...d'altronde la meraviglia del vivere si nasconde in ogni morte ed in ogni rinascita.

Si nasconde in ogni notte in cui chiudiamo gli occhi e in ogni mattina in cui torniamo ad aprirli. Si nasconde nella speranza che dopo ogni inverno giunga, di nuovo, la primavera....

giovedì, 22 ottobre 2009
08:15

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Perdonare...

Archiviato da Pachucha in: varie, amore, vita, attimi di vita, dolcezza, rifelessioni

L'amore vero asciuga le sue lacrime sulla veste del perdono...

lunedì, 19 ottobre 2009
08:28

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Sogni...

 

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Tremula nell'incertezza dei giorni, vivo in equilibrio sulla punta delle ore.

Ogni istante che vivo frana via sotto i miei piedi come un sasso da un'alta montagna ed io devo trovare una nuova stabilità, un nuovo baricentro per continuare a rimanere in piedi.

Non mi appartiene la sicurezza del passo. E' impervio il sentiero su cui cammino scalza.

Mi ferisce ogni radice ed ogni fosso in cui si imbatte il mio percorso. Non possiedo la sicurezza del mio destino. La volontà e labile, ma il desiderio è forte.

Spolvero vecchi sogni tirati fuori da un cassetto divorato dal tempo. Torno a respirare la possibilità di rendere reale una chimera.

Tra le mani stringo un illusione mai compiuta per convertirla in possibilità.

Ma è tutto così difficile. Tutto così sospeso. Tutto così fragile.

Eppure non mi arrendo. Troverò, un giorno, una strada in cui camminare a passo sicuro.

Una strada che mi porterà ad essere e a compiere ciò per cui sono nata. Una strada che sarà la meta di ogni mio sogno non ancora avverato....